ACQUISTIAMO ANCORA MIGLIAIA DI DOSI DI VACCINO ANTI-COVID: "VENGONO BUTTATE MA LE PAGHIAMO ECCOME"
▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/Dal 1° ottobre è ripartita la campagna vaccinale autunnale e, con lei, la raccomandazione del Ministero della Salute sul #vaccino anti-Covid.
L’ultima circolare lo indica per le persone dai 60 anni in su, per gli ospiti delle RSA, per i soggetti fragili e per le donne in gravidanza in qualsiasi trimestre, nel post-partum e durante l’allattamento. Il #virus intanto continua a circolare in sordina e senza troppa attenzione. Resta aperta anche la questione delle dosi acquistate e mai usate: già a fine 2023 un’analisi di Politico stimava in almeno 215 milioni le dosi acquistate dai Paesi Ue e poi buttate, per un costo di circa 4 miliardi di euro, con l’Italia seconda solo alla Germania, con 49 milioni di dosi.
Quanto ci è costata, finora, questa scelta?
I numeri messi in fila da #MaddalenaLoy, giornalista che segue da vicino i lavori della Commissione d’inchiesta sul Covid, fanno impressione: “Dal 2021 a oggi per i vaccini abbiamo speso 2,6 miliardi. Se vi fate due calcoli sono 36 milioni di euro al mese, tutti i mesi, cioè più o meno 450 milioni di euro l’anno. Sapete che cosa ci potremmo fare con questi soldi? Faccio un esempio di stretta attualità: potremmo aggiungerli alle centinaia di milioni che si stanno spendendo per l’edilizia scolastica, oggetto delle proteste degli studenti”.
Una scelta, non una fatalità
Il bersaglio è chiaro, e ha un nome: “I soldi per l’edilizia scolastica questo governo li ha stanziati, ma se volessimo fare ancora di più potremmo destinarci 450 milioni l’anno. Invece Schillaci ha deciso di destinarli al vaccino Covid”. Il capitolo più amaro è però quello delle penali: “Nel 2023 abbiamo buttato 288 milioni di euro di sole penali per rinunciare a 24 milioni di dosi mai prodotte e mai consegnate, perché ritenute palesemente in eccesso. Nel 2023, grazie a Dio, nessuno pensava più a farsi cinquanta dosi all’anno: nessuno le richiedeva e nessuno continua a richiederle. Oggi nove dosi su dieci vengono buttate”.
Per Loy il problema è soprattutto di metodo, prima ancora che sanitario: “C’è un uso sconsiderato dei fondi pubblici, dei soldi dei contribuenti. Un ministro di questo governo decide di destinare i fondi dei contribuenti per comprare cose che nessuno vuole e che nessuno chiede”.
Più fiducia nell’antinfluenzale
Basta guardare l’adesione dello scorso anno: circa 11 milioni di italiani si sono vaccinati contro l’influenza, meno di un milione contro il Covid. Una sproporzione che non ammette paragoni e che, secondo Loy, va letta senza ingenuità: “Paradossalmente questo significa che le persone ritengono l’influenza più grave del Covid. Ma il fatto è che il vaccino per l’influenza è meno pericoloso di quello del Covid. E quel milione di persone, non credetevi, non sono cittadini che spontaneamente escono di casa e dicono: mi vado a fare il vaccino Covid”.
Il nodo della gravidanza
È il passaggio della circolare sulle future mamme a colpire di più. Gli anziani nelle RSA sono già un capitolo delicato, “poverini, forse per dar loro il colpo di grazia”, ma è la raccomandazione alle donne in gravidanza in qualsiasi trimestre a suonare come un campanello d’allarme: “È emerso sulle riviste scientifiche e nelle commissioni d’inchiesta che questo vaccino non aveva la garanzia di essere sicuro per tutti, soprattutto per le donne in gravidanza, e sono venuti fuori gli eventi avversi. Sono scandalizzata dal fatto che il Ministero della Salute continui a raccomandarlo proprio alle donne incinte, che sono più fragili”.
Che cosa dovrebbero fare allora le categorie indicate dal Ministero? “Noi di solito diciamo sempre: parla con il tuo medico di base. La cosa grave è che anche alcuni medici di base continuino a consigliarlo agli anziani. Non tutti, però evidentemente qualcuno c’è: un milione di dosi non è tanto, ma non è neanche pochissimo. Per i grandi anziani tutti dicevano che forse era meglio non andare a sfrugugliare e compromettere la situazione. Speriamo che questi medici siano il meno possibile”.
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