BIZZARRI SULLA NUOVA SENTENZA CHE ARCHIVIA L'EMERGENZA COVID: "DANNOSA E GIURIDICAMENTE MOSTRUOSA"
▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/Il 15 aprile 2026, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha archiviato il procedimento penale a carico di Nicola Magrini, ex direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Il procedimento era nato dalle denunce presentate da OSA Polizia, OSA Italia, dal Comitato Ascoltami — associazione di danneggiati da vaccino anti-Covid — e dalla senatrice Bianca Laura Granato, con il supporto degli avvocati Angelo Di Lorenzo e Antonietta Veneziano. Le accuse erano gravi e circostanziate: falso ideologico, somministrazione di medicinali pericolosi, manipolazione dei dati di farmacovigilanza e omicidio colposo. Al centro delle denunce c'erano in particolare i cosiddetti #AIFA leaks: documenti interni trapelati dall'agenzia che, secondo i denuncianti, dimostravano come i vertici di AIFA fossero consapevoli di effetti avversi gravi — tra cui un eccesso di mortalità cardiovascolare associato al vaccino AstraZeneca — senza tuttavia renderli pubblici. Uno dei passaggi più citati è la comunicazione interna in cui #Magrini, di fronte ai dati segnalati, scriveva: «Mi sembra troppa enfasi a eventi non correlati. Così si uccide questo vaccino». Il GIP ha archiviato ritenendo che la situazione pandemica eccezionale giustificasse l'accelerazione delle procedure di autorizzazione e la somministrazione massiccia dei vaccini, escludendo che i farmaci fossero riconducibili alla categoria dei prodotti difettosi.
«Una mostruosità, sia scientifica che giuridica»
Per Mariano #Bizzarri, oncologo e ricercatore presso l'Università La Sapienza di Roma, il provvedimento è «una mostruosità, sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista giuridico». Il primo nodo che il professore scioglie riguarda uno dei pilastri del diritto sanitario europeo: il principio di precauzione. Introdotto nelle legislazioni dei paesi democratici a partire dal 1992 e successivamente sancito nel Trattato di Maastricht, il principio stabilisce che le misure di protezione sanitaria devono essere adottate anche in presenza di rischi soltanto potenziali, senza che sia necessaria la certezza scientifica assoluta. Come sottolinea Bizzarri, esso «si applica quando una valutazione scientifica indica anche la sola possibilità di effetti dannosi, sebbene questi non siano provati»: una condizione che, a suo avviso, era pienamente soddisfatta già durante la campagna vaccinale e che avrebbe dovuto orientare ben diversamente le scelte regolatorie di AIFA. Che il giudice non ne tenga conto gli appare «inverecondo», a fronte di una norma europea tanto consolidata.
Lo stato di emergenza come leva per sovvertire l'ordinamento
Ma è sul concetto di emergenza che Bizzarri concentra la critica più incisiva, indicandolo come «la parola chiave per capire l'enormità di quello che è stato fatto». Richiamando la teoria politica di Carl Schmitt — il giurista tedesco che nel 1922, in Teologia Politica, teorizzò lo stato di eccezione come la condizione in cui si manifesta pienamente la sovranità statale — lo scenario è che tale strumento sia stato deliberatamente impiegato per legittimare deroghe all'ordinamento giuridico ordinario. Lo stato di emergenza, spiega, è «quella condizione, vera o presunta — e in questo caso è presunta — per la quale si può sovvertire il normale ordinamento». È la leva su cui, a suo giudizio, hanno lavorato i giudici: l'esistenza di un'emergenza che «rendeva accettabile anche ciò che non può essere in alcun modo tollerato».
«È questa la leva su cui hanno insistito i giudici: il fatto che esistesse un'emergenza che rendeva accettabile anche ciò che non può essere in alcun modo tollerato.»
Non si tratta per Bizzarri di una questione meramente tecnica. È «un tema ampiamente studiato», perché quello stesso meccanismo è storicamente ciò che «ha aperto le porte allo sviluppo di alcuni totalitarismi in Europa». In questa cornice, le eventuali evidenze scientifiche contrarie diventano irrilevanti per definizione: è il giudice stesso, secondo Bizzarri, a sancire che esse «non possono valere in questo contesto», proprio in ragione dell'emergenza proclamata.
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