I 47 Ronin - Hiroshige e la Scuola Utagawa - MUSEC Lugano

30 APRILE – 4 OTTOBRE 2026
SPAZIO MARAINI – VILLA MALPENSATA

L’esposizione presenta in modo comparativo tre serie di stampe xilografiche di Hiroshige (1797-1858), Shigenobu (1826-1869) e Kuniteru (attivo intorno alla metà del XIX secolo). Il progetto curato da Moira Luraschi (MUSEC) sottolinea sia le somiglianze, sia le differenze tra i linguaggi estetici e gli stili dei tre artisti, esponenti della Scuola Utagawa, la più importante e prolifica del Giappone del XIX secolo. Le stampe hanno in comune il soggetto: il Chūshingura («I servitori fedeli»), celebre dramma del teatro kabuki che narra della vendetta orchestrata da un gruppo di quarantasette samurai rimasti senza padrone, i cosiddetti rōnin, nei confronti di chi aveva ucciso il loro signore e infangato il suo onore. Il Chūshingura è messo in scena ininterrottamente da quasi trecento anni, tenendo così viva la memoria di un evento storico.

Tre artisti, due soluzioni estetiche

Per l’importanza che Hiroshige ebbe sulla storia della pittura, le sue stampe sono particolarmente rilevanti. Nonostante il soggetto principale siano le scene madri dei singoli atti del dramma, Hiroshige dà grande spazio anche alla parte paesaggistica, di cui era considerato indiscusso maestro. Il paesaggio non è mai uno sfondo idillico o neutro, bensì riprende e amplifica i sentimenti che animano i personaggi della scena, solitamente posta in primo piano. Hiroshige attua così una nuova sintesi visiva, creando un dialogo tra il paesaggio e la scena posta in primo piano, che concentra su di sé i significati dell’intero atto. Le sue stampe sono graficamente ben leggibili e trasmettono la potenza espressiva tipica del kabuki. La lezione di Hirosghige è evidente nell’opera di Shigenobu, suo allievo e genero, nonché per un breve periodo capo della Scuola Utagawa. Anch’egli condensa in una scena principale l’energia e le emozioni di un atto, pur non raggiungendo l’eccellenza del maestro nel trattamento del paesaggio. Kuniteru, invece, si muove in un’altra direzione estetica, rappresentando in un foglio più scene dello stesso atto, su diversi piani visivi. Le sue stampe sono concitatissime, affollate di personaggi ed eventi, ma perdono la carica espressiva del kabuki, a favore di una raffigurazione forse un po’ più didascalica. Tutte le stampe sono in formato orizzontale (ōban yoko-e), il più adatto a rendere visivamente la scena del teatro kabuki.
Il percorso espositivo

Le stampe di ciascuna serie raffigurano una o più scene degli undici atti del Chūshingura; una dodicesima opera funge da epilogo. Nelle teche, una per ogni atto, le stampe sono disposte sempre nello stesso ordine: a sinistra la stampa di Hiroshige, al centro quella di Shigenobu e a destra quella di Kuniteru. La serie di Hiroshige è incompleta: manca l’opera relativa dell’undicesimo atto. Le opere di Hiroshige e Shigenobu provengono dalla Collezione Perino. Le opere di Kuniteru appartengono all’Archivio Marco Fagioli. A contrappunto, sulle pareti, le riproduzioni di alcuni rōnin, tratte dalle stampe di Utagawa Kuniyoshi (1798-1861) appartenenti al MUSEC. I visitatori hanno a disposizione una guida gratuita all’esposizione, in cui sono riassunte le vicende del Chūshingura raffigurate nelle stampe.

I 47 rōnin. Storia, teatro e memoria visiva

Celebre dramma del teatro kabuki messo in scena ininterrottamente da quasi trecento anni, il Chūshingura tiene viva la memoria di un evento storico. Una notte di dicembre del 1702, un gruppo di samurai senza padrone (rōnin) assalì il castello dell’uomo che aveva causato la morte del loro signore. L’uomo fu ucciso. L’attacco pose fine a un’attesa di due anni, durante la quale i rōnin avevano custodito segretamente il proposito di vendicare l’ingiustizia e di rendere onore al proprio signore e a sé stessi. Il codice morale (bushidō) dei samurai si scontrava però con la legge che vietava le ritorsioni personali. Riconosciute tuttavia le loro nobili motivazioni, lo shōgun li condannò al suicidio rituale per taglio del ventre (seppuku). I rōnin furono così consegnati alla storia come esempio di lealtà imperitura, di onore e di coraggio. Le scene del Chūshingura di Hiroshige e dalla Scuola Utagawa e anche di molti altri artisti del tempo hanno contribuito a rendere ancor più popolari i quarantasette rōnin, anche al di fuori del Giappone, fino al cinema d’autore e al fumetto.

lun / me / gio / ven: 11:00 – 18:00
sab / dom e festivi: 10:00 – 18:00
Martedì: chiuso
Chiuso il 24, 25 e 31 dicembre

Contatti
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