5 STRAFALCIONI DIMENTICATI CHE LA COMMISSIONE COVID DOVREBBE TENERE BEN A MENTE | L'editoriale
▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/Ve lo dico subito, prima di partire: quello che sto per raccontarvi non è un esercizio di memoria fine a se stesso. È un elenco di cose dette, pronunciate ad alta voce, davanti alle telecamere, da persone che oggi occupano ancora poltrone di prestigio o che le hanno occupate fino a ieri. E la Commissione d'inchiesta sul Covid, se vuole fare sul serio, questi cinque strafalcioni dovrebbe stamparseli e tenerli sulla scrivania.
Le mascherine farlocche e il miliardo che è sparito
Partiamo dai soldi, va bene, anche se vi dico subito che non è la cosa più grave. Un miliardo e spicci per mascherine che si sono rivelate inutili. Aziende italiane che pure in mezzo a questo teatro dell'assurdo fornivano almeno un prodotto a norma, prima contattate e poi scaricate perché qualcun altro offriva una provvigione più sostanziosa. Il risultato? Abbiamo pagato, e abbiamo pure perso la causa con quelle aziende che il contratto non se lo sono visto onorare perché si sono rifiutate di stare al gioco. Un miliardo e mezzo finito nelle tasche sbagliate. Ecco il primo strafalcione, quello economico, quello che i giornali ogni tanto si degnano di sfiorare intingendoci il biscotto, senza mai andare fino in fondo.
Annunziata e il "prendiamoli per il collo"
Ma i soldi, ripeto, sono l'ultimo dei problemi. Il problema vero è quello che ci hanno fatto passare come cittadini liberi di scegliere per la propria salute. E qui viene il secondo strafalcione, firmato da una signora che allora conduceva un programma di prima serata e oggi siede a Bruxelles come parlamentare europea: Lucia Annunziata. Le sue parole, per chi se le fosse dimenticate: "Bisognerà che prima o poi 'sti furbetti li prendano per il collo." Io ero uno di quei furbetti. Non mi sono mai voluto infilare in vena qualcosa il cui produttore stesso, sul bugiardino, ammetteva di non conoscere ancora gli effetti. Mi chiedo se oggi, davanti alla Commissione, la signora Annunziata userebbe ancora le stesse parole.
Costanzo e l'esilio per i No Vax
Terzo strafalcione, e qui la cosa si fa surreale. Maurizio Costanzo, uomo che ha fatto la storia della televisione italiana, alla domanda su cosa provasse per i No Vax risponde senza esitazione: se ne devono andare via dall'Italia. Cacciati. Esiliati. E non si ferma lì: arriva a chiedere che gli infermieri non vaccinati vengano cacciati dagli ospedali. Provo un certo dispiacere a citarlo, perché parliamo di una persona che ha fatto parte della nostra storia collettiva. Ma la storia, quando è documentata, va raccontata così com'è, senza sconti.
Letta e la libertà che non c'entrava niente
Quarto strafalcione, e qui il livello si alza ancora. Enrico Letta, allora segretario di un partito che si definisce "dei lavoratori", costruisce un intero discorso sulla ripetizione ossessiva di una parola: libertà. Il vaccino è libertà di andare a scuola, libertà di lavorare, di viaggiare, di divertirsi. E la conclusione, la più pesante di tutte: chi non si vaccina "è contro l'altrui libertà e non può essere premiato". Guardate quel video, se riuscite a recuperarlo, e osservate bene la sala durante gli applausi. Nessuno si muove. Nessuno.
Mattarella e la bugia pronunciata dal Colle
E arriviamo al quinto strafalcione, il più delicato, perché stavolta a parlare è il Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella, dall'alto della sua autorevolezza, dichiara: "Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui." Non era vero. Non era vero, per come i fatti si sono poi incaricati di dimostrare. E lo dico con rispetto, perché sono convinto che il Presidente abbia agito in buona fede, mal consigliato da chi gli stava intorno. Ma la buona fede non cancella l'errore. Anzi, impone che qualcuno, prima o poi, lo riconosca.
Bonus, Draghi
"Non ti vaccini, ti ammali, muori". Falso come il dualismo pace-condizionatore.
Cinque strafalcioni. Cinque persone, cinque ruoli diversi, un'unica narrazione costruita a colpi di pressione, ridicolizzazione e minaccia nei confronti di chi aveva semplicemente scelto di rifiutare una puntura che nessuno, nemmeno chi la produceva, sapeva davvero cosa fosse. Alla Commissione d'inchiesta il compito di mettere questi nomi, queste parole, questi video, uno accanto all'altro. Noi sappiamo che lo hanno fatto in buona fede. Ma purtroppo quella era una bugia.
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